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Presentiamo, di
seguito, alcuni sentieri riscoperti e riadattati alla MTB dall'Anonima
Pedalatori nel lontano 1983. Un ringraziamento a tutti i componenti del
gruppo per questi meravigliosi percorsi.
Nell'affrontare
questi percorsi vi raccomandiamo la prudenza, alcuni di questi
potrebbero essere non più agibili o difficilmente agibili, specie i
più difficili.
FACILE
tempo di marcia: ore 2,00
Km 21
Il percorso segue
per circa 4 Km la vecchia statale Umbro-Casentinese, oggi soppiantata
dalla più moderna e scorrevole E-45, per abbandonarla appena superato il
ponte della Marianna in località Valbiano (290 m.), imboccando la
carrareccia sulla destra che inizia immediatamente ad inerpicarsi lungo
la valle del torrente Ruscello.
Dopo la prima parte che si svolge a mezza costa nell'amena gola,
superata la sorgente del Fonte Macchie, dopo circa 3,5 Km, l'orizzonte
si allarga e, superato il ponte che attraversa il ruscello, si
susseguono vedute a volte discrete, a volte maestose che si stagliano
sul verde della vegetazione o sull'azzurro cangiante del cielo fino a
raggiungere l'apice a quota 750 metri, da dove si può spaziare su tutta
la corona dell'Appennino con le cime del Monte Fumaiolo (1407 m.), del
Monte Comero (1300 m.), del Monte Carpegna (1415 m.) e del Monte
Aquilone (900 m.).
La discesa, fra vecchi casolari abbandonati e pievi diroccate, conduce
dopo 9 km., al punto di partenza.

FACILE -
MEDIO
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MEDIO -
DIFFICILE
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MOLTO DIFFICILE
MEDIO
tempo di marcia: ore 2,30
Km 28
Si percorre la mulattiera di
Careste per 5 Km., fino a superare Bazzano (550 m.) di poche centinaia
di metri. Poco prima di raggiungere una casetta di pietra a sinistra
della strada, si imbocca, a destra, una sentiero che, oltrepassata una
sbarra, inizia a scendere lungo il fianco di Monte Guscella (559 m.).
Superate le rovine di Cà Guscella (459 m.), si prosegue in ripida
discesa fino al Rio Cella (319 m.). Guadato il fosso, il sentiero si
inerpica fino al vicino Mulino Vallicella (353 m.). Qui la strada si
allarga e, comodamente, conduce alla provinciale 128 che si percorre
sulla destra in direzione Sarsina.
Superato il valico del Monte Finocchio (607 m.), si scende per 2 km.,
fino a raggiungere Tezzo (540 m.). A sinistra inizia la variante del
percorso che conduce a Vetracchio (390 m.), ridente località che vi farà
gustare, come in un quadro naif, un ambiente agreste di altri tempi.
Ritornati a Tezzo (540 m.), il rientro a Sarsina (247 m.) è una continua
discesa di 4 Km.

FACILE -
MEDIO
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MEDIO -
DIFFICILE
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MOLTO DIFFICILE
MEDIO
tempo di marcia: ore 3,00
Km 27
Partendo dalla Via Don Sturzo, nella
parte alta dell'abitato di Sarsina (247 m.), si segue il sentiero per le
"Marmitte dei giganti", tipico
fenomeno di erosione provocato dall'azione dell'acqua sulla pietra
arenaria.
Raggiunta la mulattiera di Careste, la si percorre fino al bivio per
Montalto (474 m.). Qui si gira a sinistra e si prosegue fino a
raggiungere i resti della abbazia di San Salvatore (446 m.).
Continuando, lo sterrato si restringe e, rapidamente, arriva al fosso
Mulinello (350 m.), si guada e, salendo, il sentiero giunge al rudere di
Saiano (450 m.), poi a quello dei Sassi (540 m.) e, di seguito,
all'incrocio con lo sterrato che, a destra, conduce a Pian di Meglio
(668 m.).
Superata la sbarra alla fine della strada, ci si immette nuovamente, a
destra, nella parte alta della mulattiera di Careste a quota 712 m. che
si percorre per circa 4 km, fino al bivio in prossimità di Bazzano (550
m.).
Girando a sinistra, si sale fino alla cima del Monte Finocchio (643 m.),
dopodichè, raggiunta la provinciale 128, si prosegue a destra per Tezzo
(540 m.). Da qui si può affrontare, a sinistra, la varante per
Vetracchio (390 m.), suggestivo borgo agreste , oppure, rientrare
velocemente a Sarsina (247 m.) per una rapida discesa di 4Km.

FACILE -
MEDIO
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MEDIO -
DIFFICILE
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MOLTO DIFFICILE
DIFFICILE
tempo di marcia: ore 3,00
Km 20
Imboccata la provinciale 128 in
direzione di Ranchio, dopo 2 Km, si raggiunge la località di
Calbano (355 m.), antico borgo
medievale che merita sicuramente una visita. Lasciate alle spalle le
antiche torri, si prende lo sterrato a sinistra che, attraversando una
campagna dalle tipiche coltivazioni collinari, si butta rapidamente sul
Rio della Crocetta (290 m.). Da qui si risale, con qualche difficoltà,
fino alla mulattiera di Careste.
Superata, dopo 6 Km, l'omonima Pieve a quota 690 m., ci si immette a
sinistra in uno spettacolare tracciato molto tecnico che, con continui
saliscendi e avvicendamenti ambientali, conduce alla vecchia chiesetta
della Madonna del Mangano (509 m.).
Si prosegue a sinistra lungo un brullo sentiero a mezzacosta che immette
in uno sterrato che, dopo avervi appagato delle fatiche con panorami
emozionanti, conduce alla località di Tibbio 348 m.) e da qui alla
Casetta di Campagna (270 m.), per ritornare, dopo 1 Km, alla mulattiera
di Careste.
Si risale quindi a sinistra per circa 200 metri per poi prendere la
strada di destra che conduce alle "Marmitte dei giganti",
bellissimo fenomeno naturale provocato dall'acqua nei secoli.
Proseguendo si arriva alla parte alta di Sarsina dopo 500 metri.

FACILE -
MEDIO
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MEDIO -
DIFFICILE
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MOLTO DIFFICILE
MOLTO DIFFICILE
tempo di marcia: ore 5,30
Km 40
Dei 5 percorsi proposti, questo è
sicuramente il più impegnativo e spettacolare.
Partendo dalla parte alta dell'abitato di Sarsina (Via Don Sturzo), si
imbocca l'antica mulattiera che conduce alle "Marmitte dei
giganti", curioso fenomeno di erosione
prodotto dal continuo lavorio dell'acqua sulla pietra arenaria.
Proseguendo, si raggiunge la mulattiera di Careste che si percorre fino
a superare la omonima pieve (690 m.) dopo circa 7 Km.
Imboccato il sentiero di sinistra, lo si percorre affrontando discese
tecniche, guadi, castagneti, macchia mediterranea, fino a raggiungere il
rudere della chiesetta della Madonna del Mangano (509 m.).
Poco oltre, sulla destra, per una discesa mozzafiato, si raggiunge il
fosso di Ruscello che si costeggia per alcuni chilometri di
ineguagliabile bellezza fin sotto la chiesa di Valbiano 292 m.), dopo
aver spinto la MTB per 100 metri di salita impossibile.
Si prosegue sulla destra per la carrareccia di Careste. Superata la
pieve diroccata di Ruscello (650 m.), dopo poche centinai di metri ci si
immette su un irto sterrato che si abbandona poco più avanti per
prendere a destra un sentiero di crinale che fa raggiungere la quota
massima del percorso (Monte di Facciano 936 m.). Tra pascoli e boschi,
in continuo saliscendi, si arriva al Monte Bandiera (823 m.). Fine delle
fatiche.
Da qui, discese panoramiche si susseguono fra faggeti e pinete fino a
raggiungere Quarto (340 m.) e l'omonimo lago.
Il rientro è per la vecchia statale Umbro-Casentinese che si percorre
per 7 Km., fino a Sarsina

FACILE -
MEDIO
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MEDIO -
DIFFICILE
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MOLTO DIFFICILE
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